E’ la mia prima escursione organizzata per il Club Alpino e non vi nascondo che sono emozionato. Il programma prevede l’anello del Torrente Peschiera, nella montagna di basso di Viggianello (Pz).
Ci ritroviamo alle 9,30 in località Piano della Croce, 900 m slm dove lasciamo le auto. Siamo un gruppo numeroso e il clima è veramente gradevole con una temperatura insolita per fine novembre, circa 15°C. Coadiuva l’escursione il socio Perrone Luigi, nonché storica guida del Parco.
Il primo tratto serve giusto a scaldarci i muscoli, 1 km circa di asfalto per poi inoltrarci nel bosco di faggio e nei continui saliscendi. Dalla località SantaLena, precisamente dalla sorgente, imbocchiamo un antico tratturo che costeggiando l’omonimo torrente ci conduce fino al Torrente Peschiera. Il Torrente nasce nel comune di Castelluccio Superiore, alle pendici del Monte Zaccana, versante nordovest del Parco, per poi congiungersi con il Frida nei pressi di Bosco Magnano per affluire al Sinni. Percorriamo un antico sentiero che veniva utilizzato dai pastori e dai contadini della frazione Pedali di Viggianello in viaggio verso i paesi di Latronico, Senise, Francavilla per barattare cesti in vimini e patate per olio e stoffe.
Il percorso in alcuni tratti è molto insidioso, è un continuo saliscendi lungo la sponda sinistra del fiume in una vegetazione molto rigogliosa tra faggi, ontani, cerri, agrifoglio e felci. A differenza di molta parte della Montagna di Basso, questo tratto, proprio perché impervio, non è molto antropizzato ed è ancora l’habitat naturale delle trote fario, anfibi, della salamadra dagli occhiali e della lontra, animale in via d’estinzione.
La parte più difficile del percorso arriva prima del pranzo, nel punto in cui la calma dell’acqua viene interrotta dalla forra di Petrarizza. Qui la pendenza è elevata e il terreno ricoperto da un tappeto di foglie è molto insidioso. Si improvvisa una simpatica cordata per permettere il passaggio a tutti. Arrivati a Fontana Chiaito, ci riposiamo su comode panche in legno consumando il nostro pranzo. Manca ancora metà percorso, Ripartiamo per non rischiare di tornare al buio e senza torce, Da qui in avanti il torrente scorre calmo e le tante foglie cadute a volte ne nascondono le acque. Proseguiamo fino ad abbandonarlo, giusto qualche chilometro prima della sorgente. Ci inoltriamo nel bosco dove ai faggi si mescolano cerri secolari scampati per fortuna ai continui disboscamenti che hanno interessato negli anni l’area. Uno scoiattolo ci saluta prima di abbandonarsi all’inverno nell’abbraccio dei faggi. Arriviamo a Pastoroso. Alle macchine manca ormai poco. Prima di ripartire brindiamo con un bicchiere di vino rosso con un assaggio di salumi per ringraziare tutti i partecipanti.
Non abbiamo scalato vette, non abbiamo conquistato montagne, ma abbiamo avuto l’abilità di percorrere e scoprire un vecchio sentiero ormai dimenticato da tempo.
Grazie a tutti, soprattutto agli instancabili soci-mascotte, Daniele e Giuseppe.
(…grazie a Mimmo Pace per alcuni scatti….)










