martedì 17 marzo 2009

OLTRE I 2000 METRI DI SERRA DEL PRETE....


Sabato 14 marzo è una piacevole giornata di inizio primavera. Rispetto a domenica scorsa c'è ancora più neve ed è ancora più ghiacciata. Si cammina veramente bene. Gli amici (vincenzo a. - vincenzo t. - luigi m.) scesi apposta da Roma per l'escursione sono convinti: oggi si attraverserà la Serra del Prete (2180 m slm) partendo da Piano Ruggio fino al Colle dell'Impiso. Dopo aver recuperato le ciaspole al rifugio de Gasperi e aver lasciato un'altra auto a Colle dell'Impiso alle 9,00 si parte. La neve ghiacciata facilita il nostro cammino. Togliamo le giacche, l'aria è abbastanza calda. Nelle radure verso il Belvedere del Malventola neve è tanta, le tracce lasciate domenica scorsa nell'escursione verso Timpone della Capana sono state coperte. Nel crestone Sud di Serra del Prete salendo lo strato di neve diminuisce.La parte più faticosa è l'attraversamento dell'ultimo tratto di bosco, qui in alcuni punti la neve ha formato dei veri e propri muri alti anche 1,50 metri che a fatica, aiutati dai bastoncini riusciamo a superare. Arrivati nell'ultimo tratto di salita siamo appagati da un panorama unico. Siamo già oltre i 2000 metri, siamo sulla Serra del Prete. Si cammina benissimo, i nostri sguardi spaziano su orizzonti vastissimi, fino al lontano Golfo di Taranto. Per me è un emozione unica attraversarla. La Serra del Prete è la nostra montagna, è la montagna di noi Viggianellesi. Il borgo di Viggianello in linea d'aria è proprio sotto la montagna. La Serra del Prete è la montagna più vasta del Parco è immensa, lassù sembra di camminare sulla luna. La Serra del Prete è la prima vetta dove a inizio inverno vedo la prima neve. Arrivati sula cima più alta verso Nord ci sediamo e ci rifocilliamo. Nonostante il vento freddissimo preferiamo consumare velocemente il nostro spuntino (piselli, pizze e arance di sibari). Ma non abbiamo molto tempo: ci aspetta la discesca da versante Nord, proprio a strapiombo verso Colle dell'Impiso. Ci rendiamo subito conto che non è facile scendere. La neve ha formato degli altissimi cornicioni da un lato e dall'latro un insidioso e pericoloso lastrone di ghiaccio. Non avendo i ramponi, concentriamo le nostre forze e con cautela, scendiamo a scaletta (di lato). La discesa ci impegna molto più della salita fino all'imbocco del bosco. La magia del bosco innevato ci fa presto dimenticare la paura. Scendiamo veloci divertendoci tra i metri di neve che ammantano i faggi. Per le 15,00 siamo a Colle dell'Impiso. Arrivati al rifugio  De Gasperi ci rifocilliamo con un ottimo antipasto. Al ritorno in macchina arrivati sotto Piano Visitone i nostri sguardi vanno verso la Serra del Prete. Quando vedo le orme sulla neve nel tratto nord di Serra del Prete verso Colle dell'Impiso piango. Emozionato come da bambino quando dalla finestra guardavo la neve verso la Serra del Prete, la mia montagna.





















8 commenti:

  1. Bravi ragazzi!
    Immagino la difficoltà nello scendere. Bisogna essere sempre prudenti in quelle circostanze.

    Davvero si scorgevano le vostre orme?

    RispondiElimina
  2. grazie biagio....
    le orme si vedevano anche perchè in alcuni punti abbiamo letteralmente rotto minicornicioni di neve che si erano formati.....
    è stato pericoloso ma è servito da esperienza!
    dalla montagna c'è sempre da imparare.....

    RispondiElimina
  3. FANTASTICOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  4. E bravi i miei amichetti... Serra del Prete era uno spettacolo. Mi sarebbe piaciuto fare quest'escursione assieme a voi, ma era un casino scendere adesso... Comunque sono stato lo stesso al vostro fianco con lo spirito e con... NORTH FACE!!!
    l'indio

    RispondiElimina
  5. Possa la meravigliosa luce del Pollino
    illuminare sempre il vostro cammino.
    Nuwanda

    RispondiElimina
  6. Straordinario percorso, la maestosità del Pollino con le sue vette innevate mette i brividi. Grazie per questo splendido reportage

    RispondiElimina
  7. ciao adalberto, grazie per i complimenti. comunque veramente a giugno volevamo fare la maiella, ma anche il gran sasso non mi dispiacerebbe... e nemmeno il klimanjaro! un saluto e a presto. magari ci vediamo in questo periodo con i vincenzi per un'escursione. tempo permettendo...

    RispondiElimina
  8. Massimiliano (TA)21 febbraio 2013 10:30

    bel reportage, mi sono emozio
    nato insieme a voi ;)

    RispondiElimina